Ti trovi in: Home  »  CAMBIA GESTORE
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

CAMBIA GESTORE

Come cambiare gestore di TELEFONIA FISSA

E' ora di passare a TELECOM E' ora di passare a TELECOM

CAMBIARE GESTORE DI TELEFONIA FISSA

Quando si domanda a un imprenditore, a un libero professionista, a un titolare di una piccola impresa cosa si aspettano da un gestore telefonico o da un provider di servizi web la risposta è più o meno sempre la stessa:

"che tutto funzioni sempre, che non ci siano interruzioni di servizio…"

Questa affermazione dal punto di vista del fornitore si traduce con l'obbligo prima di tutto "morale" di offrire qualità lavorando per non mettere gli attuali o i futuri clienti nella dannosa condizione di non poter utilizzare le infrastrutture alla base del loro lavoro.

Nella maggior parte dei casi un'adsl non funzionante o una linea telefonica muta si traducono in un'inevitabile perdita di introiti mai come di questi tempi preziosissimi.

Da qui nasce il timore da parte di molti imprenditori nostrani, di addentrarsi nel libero mercato della telefonia fissa. Timore fino a qualche anno fa giustificato.

Ma per poter godere appieno del "diritto di cambiare" senza disagi o sorprese sono sufficienti alcuni semplici accorgimenti e perché no, un minimo di conoscenza del "dietro le quinte".

Il 2007 è considerato l'anno ZERO della liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni nella telefonia fissa. E' infatti con la delibera 274/07/CONS dell'AGCOM che viene introdotto il codice di migrazione, strumento necessario per regolamentare un ambiente minato dall'incertezza e dalla confusione con ovvie ripercussioni sulla qualità dei servizi erogati e sulla fiducia dei clienti nell'intero sistema.

Il codice di migrazione è una stringa di caratteri alfanumerici che identifica il gestore fornitore, l'utenza telefonica interessata e il tipo di lavorazione da eseguire. Questo codice rappresenta il ponte di comunicazione ideale tra un operatore ed un altro poiché impone a tutti gli addetti ai lavori di cooperare in maniera sinergica nell'interesse del cliente scongiurando prolungate interruzioni di servizio.
Sarà sufficiente comunicare al gestore entrante il codice di migrazione del gestore attuale presente nella propria bolletta per far si che i due soggetti collaborino senza che il cliente debba preoccuparsi di altro.
Simuliamo ad esempio il corretto iter che dovrà seguire una pratica di migrazione da Vodafone a Telecom Italia.

PRIMO STEP: Il gestore entrante, nel nostro caso Telecom Italia, a trattativa commerciale conclusa, chiederà al cliente l'invio da parte di quest'ultimo dell'ultima bolletta utile ricevuta da Vodafone (il gestore uscente). A fattura pervenuta Telecom Italia verificherà sulla stessa la presenza e la correttezza del codice di migrazione e avrà cura di riportarlo correttamente nel contratto (cartaceo o vocale) stipulato col cliente. Il ruolo del cliente da questo momento in poi sarà quello dello spettatore interessato.

SECONDO STEP: A questo punto Telecom Italia comunica a Vodafone la volontà del cliente di migrare linea e adsl e la pratica entra in WAIT OLO. In questa fase il gestore uscente esamina il contratto e la posizione del cliente. Se tutto risulta conforme e non vi sono ostracismi di sorta il gestore uscente da l'ok a procedere.

TERZO STEP: La palla ritorna quindi al gestore entrante, quindi Telecom Italia, che, in accordo con RETE, comunica al gestore uscente il giorno esatto in cui verrà effettuato l'intervento di allaccio.
Il buon esito dell'intera operazione d'ora in poi dipende esclusivamente dalla professionalità del gestore uscente che dovrà "sganciare" il cliente a partire dalla data comunicata dal gestore entrante e non prima.

QUARTO STEP: il cliente viene contattato dal comparto tecnico del gestore entrante che comunica il giorno in cui l'incaricato si recherà in loco per la lavorazione. Solo ad intervento avvenuto il cliente potrà (o dovrà se previsto dal contratto) effettuare disdetta all'operatore uscente a mezzo raccomandata.
Prima dell'avvento del codice di migrazione il cambio di gestore avveniva mediante disdetta (con tempi di stacco variabili) e nuova attivazione con altro operatore a servizio cessato (con altrettanta incertezza sulle tempistiche). Il vecchio iter pertanto prevedeva un lasso di tempo compreso tra qualche giorno e un mese in cui il cliente risultava disservito.

Il nuovo processo, ulteriormente rafforzato dall'obbligatorietà del codice di migrazione in bolletta dal 2009, tutela il consumatore e ne rafforza pertanto il suo diritto alla libera scelta.

Ovviamente a vigilare sulla corretta applicazione della normativa v'è un arbitro d'eccezione. L'AGCOM, il garante delle telecomunicazioni ovvero il giudice supremo che delibera e risolve le diatribe che possono comunque crearsi all'interno del triangolo non sempre amoroso tra i due gestori e il cliente finale. Un gestore colto in errore viene dapprima richiamato e, in caso di reiterazione, multato dal garante stesso.

Il livello di attenzione cresce in base ai volumi sviluppati dal gestore. Più importante è il gestore meno permissivo sarà il garante.

Per questo Telecom Italia, in qualità di massimo esponente nelle telecomunicazioni nazionali, opera sempre nel rispetto dei parametri previsti dall'AGCOM in caso di clienti che scelgono di cambiare e con scrupolosa meticolosità quando gestisce rientri.

Chiarito il dietro le quinte è il momento di capire quali posso essere le problematiche che rallentano o in qualche caso compromettono il buon esito della migrazione.

1 Codice di migrazione non presente: se nell'ultima bolletta utile il gestore uscente non ha fornito codice di migrazione il gestore entrante non potrà presentare una pratica "accettabile". In questi casi è il cliente stesso che, contattando il customer care del suo operatore, farà presente il problema e chiederà una mail di rettifica con il codice di migrazione. Se l'operatore del customer dovesse trincerarsi dietro il muro dell'ostracismo sarò sufficiente nominare il sopracitato "arbitro" (AGCOM) per avere immediatamente attenzione.

2 Il numero di telefono da migrare non è associato al codice: in bolletta, accanto ad ogni codice di migrazione DEVE essere presente il o i numeri di telefono che al momento vengono utilizzati con il gestore. Qualora al codice di migrazione non sia associato nessun numero o siano associati solo numeri non oggetto di migrazione, esattamente come sopra il cliente dovrà interfacciarsi con il customer care per richiedere a mezzo mail o con nuovo invio bolletta la rettifica di quanto non correttamente presentato.

3 Al codice di migrazione sono associati numeri che il cliente non riconosce: quando un gestore migra linee native altro operatore è solito attivare anche tacitamente numerazioni di proprietà, spesso in tecnologia voip, che il cliente neanche sa di avere. Queste numerazioni sono comunque importanti e dovranno essere recitate nella registrazione telefonica e ascritte nel modulo contrattuale. Non inserire tali numeri farà scaturire un annullamento. Per questo motivo è buona regola inviare SEMPRE la bolletta al gestore entrante in modo tale che siano loro a scovare eventuali numeri associati ma non utilizzati.

4 Il codice di migrazione è incompleto o errato: tutti i codici di migrazione, per quanto diversi tra loro, presentano le medesime caratteristiche. TRE caratteri iniziali che identificano il gestore, un corpo centrale di massimo 12 numeri che identifica le utenze (a volte coincide con il numero di telefono), TRE numeri finali che identificano la lavorazione (rientro solo fonia oppure rientro fonia + adsl) e UNA lettera finale che viene generata in maniera random al pari dell'ultima lettera del codice fiscale. Gli addetti ai lavori che conoscono bene questo schema logico riescono già a prima vista ad intuire eventuali errori all'interno del codice. Tali errori sono difficili da individuare per un occhio inesperto pertanto, anche per questa ragione, è vitale che il gestore entrante possa analizzare il codice "bolletta alla mano". A volte gli errori nel codice non sono comunque così pacchiani da essere visti ad occhio nudo ma esistono diverse applicazioni (disponibili anche free to use sul web) per verificare la veridicità del codice. Se dalla verifica risultasse che il codice in bolletta non è conforme quest'ultimo non potrà essere utilizzato. E' buona regola in questo caso che il cliente richieda la rettifica a mezzo mail del codice stesso. In ogni caso il gestore entrante, consapevole del codice corretto potrà ugualmente caricare la pratica e poi segnalare la problematica per portare comunque avanti la migrazione.

5 il gestore uscente cessa linea e/o adsl prima dell'arrivo del gestore entrante: è un caso raro. Si può verificare nel caso in cui, oltre alla migrazione si sia effettuata anche disdetta al gestore. Dal momento che una migrazione si concretizza non prima di venti giorni lavorativi è probabile che la disdetta venga lavorata in anticipo dal gestore uscente semplicemente perché "arrivata prima" della migrazione. E' per questo buona regola dare eventuale disdetta solo a migrazione avvenuta. Può comunque avvenire uno stacco anticipato anche senza disdetta. Può accadere che il gestore entrante e quello uscente non siano capiti sulla data di stacco/allaccio o che, molto più maliziosamente, il gestore uscente sia stato oltremodo negligente nei confronti del cliente staccando in anticipo sulla data pattuita. Sarà sufficiente una chiamata al customer care di competenza (a questo punto da un mobile) per ripristinare le funzionalità e attendere con fiducia lo sviluppo del ciclo migratorio.

Questi sono in buona sintesi tutti gli aspetti più tecnici che si nascondono dietro la migrazione di una linea telefonica.

Chi lavora in questo ambito conosce molto bene tutte le possibili insidie che si nascondono dietro questo delicato iter. Far in modo che anche il cliente le conosca è un ulteriore passo per aumentare la sua consapevolezza e la sua fiducia nei confronti del sistema telecomunicazioni italiano.

Panda Telecom ITalia


Chiedi informazioni Stampa la pagina